Inclusione digitale per la società futura
- innovadocweb
- 3 ott 2022
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 21 giu 2023
Recentemente sui vari canali social, possiamo spesso imbatterci nella figura sotto riportata, che riesce in un solo colpo d’occhio a catturare l’attenzione su un tema da sempre caldo e da mai risolto.

Il grafico
Il grafico spiega termini che siamo abituati a leggere associandoli in gran parte, e direi giustamente, al mondo della scuola, ma che in realtà dovrebbero diventare il focus di discorsi ben più ampi, ed appartenere al lessico quotidiano del non solo MIUR. Lavorare sui bambini è di fondamentale importanza per costruire una “società futura” di vera inclusione, ma non basta.

Inclusione digitale
Quando parliamo d’inclusione, pensiamo immediatamente a temi culturali o socio - economici, ma la pandemia purtroppo ha evidenziato anche il tema della tecnologia, ovvero la cosiddetta problematica della Digital Divide. Per Digital Divide s’intende il fenomeno dell’esclusione dai benefici del progresso tecnologico e dell’innovazione di gran parte della popolazione. Chi governa dovrebbe ampliare lo scenario d’intervento strategico per combattere non solo le disuguaglianze socio - economiche e culturali ma anche tecnologiche, puntando quindi verso l’inclusione digitale come sottolinea anche l’Europa.
Nazioni Unite
Già nel 2012 infatti il Consiglio sui diritti umani delle Nazioni Unite, ha identificato Internet come diritto fondamentale dell’uomo e come uno degli strumenti più importanti di questo secolo per aumentare la trasparenza, accedere alle informazioni e facilitare la partecipazione attiva dei cittadini nella costruzione delle società democratiche, chiedendo a tutti gli Stati di promuovere e facilitare l’accesso a Internet. Ma l’Italia è pronta ad assorbire tale diritto e facilitare l’uso dello strumento Internet?
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